Blog · 3 settembre 2022 · aggiornato il 24 agosto 2026
Ho trascorso una settimana in un resort per nudisti: ecco cos'è successo
Sono sul bordo di una piscina in Giamaica, senza un filo addosso, circondato da un centinaio di persone in abito adamitico come me. Nessuno guarda nessuno, nessuno si copre, nessuno se ne cura. Un barman mi passa un rum punch dal bar in acqua e la conversazione accanto a me riguarda il volo di rientro. Ecco cosa succede dopo una settimana in un resort per nudisti: la nudità smette di essere il tema e diventa lo sfondo. Ma andiamo con ordine.
"È la prima volta che vieni qui?", mi chiede una giovane donna giamaicana al banco del check-in. Annuisco, un po' teso. "Benvenuto all'Hedonism II! Quindi sei vergine!" È il modo scherzoso con cui qui chiamano chi arriva per la prima volta, e rompe il ghiaccio meglio di qualsiasi cocktail di benvenuto.

Il resort sta sulla costa occidentale della Giamaica, affacciato sulla sabbia bianca di Seven Mile Beach a Negril, a circa un'ora e mezza di transfer dall'aeroporto internazionale di Montego Bay. Prima di quel giorno ero stato in due spiagge naturiste in vita mia, entrambe appartate e quasi vuote. Qui invece il naturismo è parte dell'identità della casa: Hedonism II è un all inclusive per soli adulti (si entra dai 18 anni in su) costruito attorno all'idea che il corpo non sia qualcosa da nascondere.
Come funziona il resort: lato nude e lato clothing optional
La cosa più utile da capire prima di partire è che la struttura è divisa in due sezioni. Il lato "clothing optional", che comprende la maggior parte del resort, con piscina principale, una delle due spiagge, i ristoranti e gran parte delle camere: qui ognuno sceglie se coprirsi o no, e la maggioranza degli ospiti è parzialmente o completamente vestita. Poi c'è il lato "nude", con la sua spiaggia, una piscina con bar in acqua, il grill e alcune camere: qui la nudità non è un'opzione, è la regola, e vale dal momento in cui si entra.
Sul lato nude è vietato ogni dispositivo elettronico: niente telefoni, tablet o smartwatch, e il personale di sicurezza fa rispettare la regola con discrezione ma senza eccezioni. È la garanzia che rende possibile tutto il resto: sapere che nessuno ti fotograferà cambia radicalmente il modo in cui ci si rilassa. Nei ristoranti, in palestra, nella lobby e ai bar è invece richiesto un copricostume.

Il primo giorno senza costume
Il primo pomeriggio sulla spiaggia nude è il momento che chiunque teme, e posso confermare che i primi dieci minuti sono esattamente goffi come ve li immaginate. Si cammina tenendo l'asciugamano un po' troppo stretto, si sceglie il lettino più defilato, si finge un interesse improvviso per l'orizzonte. Poi succede una cosa strana: niente. Nessuno ti squadra, nessuno commenta. Intorno a te ci sono corpi di ogni età, forma e taglia, e nessuno di questi corpi sta chiedendo scusa.
Al secondo giorno l'asciugamano serve solo per sedersi (il galateo naturista lo prescrive sempre, ovunque nel mondo) e al terzo ti accorgi di aver passato un'ora a chiacchierare con dei pensionati del Michigan senza aver mai pensato al fatto che eravate tutti nudi. È questa la vera notizia che riporto a casa: la nudità sociale non è elettrizzante né imbarazzante, è normale. E quella normalità ha un effetto misurabile sul rapporto col proprio corpo: dopo una settimana passata tra persone vere, le uniche immagini di corpi "perfetti" che ti sembrano strane sono quelle delle pubblicità.
Com'è il resort, onestamente
Hedonism II conta 280 camere e suite, sei ristoranti (dal buffet giamaicano al teppanyaki giapponese, dalla chophouse all'italiano), bar aperti a ogni ora, piscine su entrambi i lati, palestra e la Mermaids Spa per massaggi e trattamenti. La formula è all inclusive nel senso pieno: pasti, snack e bevande compresi, alcolici premium inclusi, sport acquatici non motorizzati compresi (kayak, snorkeling, paddleboard, vela) e immersioni gratuite per i sub certificati. Le mance sono espressamente vietate dalla politica della casa, il che semplifica la vita più di quanto si pensi.

Sul piano dell'hardware conviene essere onesti: non è un cinque stelle e non prova a esserlo. Le suite rinnovate sono moderne, con bagni dalle pareti in vetro e vasche idromassaggio private, mentre altre camere conservano un'aria rétro da motel anni Ottanta, specchi sul soffitto compresi. La struttura è ben tenuta e pulita, ma chi viene qui non viene per il marmo in bagno: viene per un'atmosfera che nessun resort patinato riesce a replicare, fatta di personale che ti chiama per nome dal secondo giorno e di sconosciuti che a cena diventano compagni di tavolo senza cerimonie.
Consigli pratici per chi parte dall'Italia
Qualche appunto da viaggiatore. Il transfer dall'aeroporto di Montego Bay va prenotato in anticipo: la strada costiera richiede circa un'ora e mezza. La crema solare è l'acquisto più importante del viaggio, perché il sole giamaicano non perdona le zone che di solito il costume protegge: alta protezione, applicata spesso, senza vergogna. L'asciugamano sotto di sé quando ci si siede è obbligatorio, come in ogni contesto naturista serio. E se è la vostra prima volta senza costume, concedetevi il lusso di iniziare dal lato clothing optional: nessuno vi metterà fretta, e quasi tutti i "vergini" passano dall'altra parte entro il terzo giorno da soli.
Una precisazione doverosa: Hedonism II ospita durante l'anno anche settimane a tema e una scena per coppie che con il naturismo classico c'entra poco. Le due anime convivono senza invadersi, ma è giusto sapere che esistono entrambe. Se cercate l'altra faccia del resort, ne parliamo in un articolo dedicato sul nostro sito gemello: Young Swingers Week all'Hedonism II.
L'ultimo giorno, seduto nella lobby con la valigia in attesa della navetta, mi sono accorto di una cosa: il costume da bagno, in sette giorni, non l'avevo mai tirato fuori dalla valigia. Se questa esperienza vi incuriosisce, il nostro catalogo di hotel per nudisti raccoglie strutture più vicine per cominciare, ma la Giamaica resta il grande classico del genere.